Babylights: i colpi di sole del 2016

Colpi di sole sui vostri capelli? Shatush e splashlight oramai sono cosa vecchia: il nuovo trend per schiarire e illuminare il colore dei capelli si chiama babylights e promette di creare un effetto ‘baciata dal sole’ più naturale che mai. Ecco tutto quello che c’è da sapere prima di passare dal parrucchiere.

Come si può facilmente intuire dal nome, questo trattamento prende ispirazione dall’effetto del sole sui capelli dei bambini dopo qualche giornata in spiaggia.
Vi domanderete: ma rispetto a balayage, splashlight e shatush, che cosa cambia? Ebbene, grazie a questo trattamento, posizionando la schiaritura in tre zone chiave (l’attaccatura dei capelli, le ciocche che incorniciano il viso, e le lunghezze) si ottiene non una colorazione ma una schiaritura graduale (più forte verso le punte) che non si allontana di più di tre o quattro toni dal colore naturale. Il risultato finale? Decisamente molto più naturale delle altre tecniche di colorazione.

Vediamo ora quale base cromatica è l’ideale per questo trattamento.

I capelli biondi, dal colore multisfaccettato per definizione, sono la base ideale per il babylights, che ne arricchisce il melange naturale. I capelli biondo platino guadagnano un effetto più tridimensionale e meno artificiale, mentre le altre tonalità guadagnano una luminosità estremamente naturale.

Il babylights, però, sta bene anche alle more; sottili tocchi dorati valorizzano il capelli color cioccolato, mentre striature più chiare si fondono tranquillamente con le tonalità più tendenti al bronde: in ogni caso, i capelli castani possono essere illuminati senza allontanarsi troppo dalla palette del colore di base.

Anche i capelli rossi possono sperimentare le gioie del Babylights, con sfumature che – andando da 2 a 4 tonalità più chiare rispetto alla base – possono essere ramate o tendenti al biondo vero e proprio.

Per quanto riguarda l’abbinamento con la carnagione, invece, riflessi dorati si sposano bene con le pelli più scure, mentre le tonalità fredde si sposano bene con le pelli più chiare; le carnagioni tendenti all’olivastro, invece, dovrebbero esplorare tonalità neutre e schiariture in trasparenza.

Quali sono invece i tagli consigliati per valorizzare il babyliths?

Con questo tratamento, i capelli lunghi guadagnano movimento e tridimensionalità, sia che siano lisci, mossi o ricci. Le schiariture del babylights, poi, sono perfette per sottolineare un taglio scalato in modo discreto.

Stesso effetto sui capelli medi, anche se il degradè delle schiariture risulterà meno accentuato e ci sarà meno differenza di tonalità tra punte e radici.

Sul caschetto più corto, con lunghezze appena sotto il mento, per mantenere l’effetto naturale del babylights le schiariture devono essere particolarmente leggere e tenderanno a concentrarsi sulle punte.

Insomma, proprio per il suo effetto naturale e facilmente adattabile a ogni taglio e colore di capelli, il babylights si candida a diventare una tendenza di lunghissima durata, che sicuramente vedremo per molte stagioni.

Ed ora un paio di chicche: per mantenere questa colorazione da casa ricordate che, anche se l’effetto è ben diverso da quello di una tinta vera e propria, servono le stesse attenzioni che si riservano ai capelli colorati: dopo un trattamento schiarente, ci vuole sempre un surplus di idratazione. Prodotti specifici per capelli trattati dovranno essere dunque inclusi nella beauty routine.
Se invece volete mantenere questa colorazione dal parrucchiere, allora ricordate che la ricrescita sarà molto meno visibile ed evidente rispetto ad altri trattamenti: se avete scelto di trattare solo pochi punti chiave, potrete dunque aspettare anche 12-14 settimane prima di tornare in salone; se invece avete trattato tutta la chioma, un ritocco servirà dopo circa 8 settimane.